A pochi giorni dall’adunanza pubblica fissata per il 6 febbraio alla Corte dei Conti, nella quale si deciderà, anzitutto dal punto di vista contabile, il futuro del Comune di Fara Sabina, il capitolo dell’Iva detratta in eccesso continua a destare preoccupazione. Dalla lettura del verbale del contradditorio avuto tra il Comune di Fara Sabina e l’Agenzia delle Entrate nel quale si evinceva l’assenza di fatture relative alle somme Iva (circa 200.000,00€) relative all’anno d’imposta 2015 recuperate in eccesso e quindi da restituire, abbiamo ritenuto opportuno chiedere chiarimenti.
Abbiamo quindi presentato richiesta di accesso agli atti per avere maggiori dettagli sulle fatture citate nel verbale dell’Agenzia delle Entrate. La cosa preoccupante è che dall’esito dell’accesso agli atti è emerso che quelle fatture richiamate dall’Ente, in realtà, non hanno riscontro nella contabilità delle ditte interpellate. Tra i documenti che ci hanno fornito gli uffici emergono scambi di mail tra l’Ente e alcune ditte che spiegano, dati alla mano, come “le date, le numerazioni e gli importi delle fatture” inserite dal Comune a supporto della detrazione dell’Iva “non trovano corrispondenza con le risultanze contabili” delle società interpellate.
Questo per noi è un fatto gravissimo che getta un’ulteriore preoccupazione sulla gestione finanziaria dell’Ente e ci rimanda al fascicolo aperto, a seguito di un esposto firmato da un mai identificato cittadino di Fara Sabina, nel 2018 dalla Procura regionale della Corte dei Conti e riguardante un presunto falso recupero dell’Iva dal 2012 al 2016.
Crediamo che la maggioranza non possa esimersi da spiegare cosa sia realmente accaduto e come sia stato possibile utilizzare fatture che in realtà non sono mai esistite. Ci auguriamo che da parte dell’ente siano state messe in atto tutte le iniziative utili a difendere gli interessi e il buon nome dell’ente.
Gruppo Pd – Fara Progressista