Strade di donne: lettera della famiglia

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“Mi chiamo Michelle, sono la nipote di Luigi Carrioli. Fino a maggio di quest’anno la mia famiglia รจ stata molto fortunata ad avere ancora Luigi qui con noi alla straordinaria etร  di 101 anni. Per 101 anni aveva la sua memoria, viveva autonomamente e il suo inconfondibile carattere e la sua personalitร  lo hanno accompagnato fino alla fine.

Mio nonno era un uomo molto forte, determinato, lavoratore e testardo! Nato a Canneto il 4 novembre 1919 da Domenico Carrioli e Leonilde Bonanni, aveva due sorelle maggiori, Sistillia e Adalgisa. Luigi aveva 13 mesi il 10 dicembre 1920, quando sua madre morรฌ. Fu allattato da una vicina di casa e cresciuto dalle sue due sorelle di 8 e 10 anni e da loro padre Domenico.

Nella tarda adolescenza, uno zio gli insegnรฒ a fare il calzolaio e all’etร  di 21 anni servรฌ nell’esercito in una stazione in Sicilia, dove il suo lavoro principale era quello di riparare le scarpe dei soldati. Una volta scontata la leva, tornรฒ a casa a Canneto con un altro soldato e durante il viaggio verso casa si fermรฒ a Spinete, fu lรฌ che incontrรฒ Maria. Tornรฒ a Canneto, ma dopo un po’ di tempo si rese conto che non poteva vivere la sua vita senza Maria, cosรฌ percorse 293 km in bicicletta fino a Spinete per stare con lei. Si sposarono il 18 dicembre 1944 ed ebbero tre figli: Domenico (dal nome di suo padre), Leonilde (dal nome di sua madre) e un bambino, nato morto.

Nel 1954 si trasferรฌ in Australia, facendo diversi lavori per risparmiare i soldi per comprare una casa a Morwell. Voleva una vita migliore per la sua famiglia e voleva un futuro sicuro per i suoi figli. Nel 1960 sua moglie Maria e i figli, Domenico e Leonilde, arrivarono in Australia. Nel 1967 lavorรฒ alla centrale elettrica locale e continuรฒ a lavorare lรฌ fino alla pensione nel 1984.

Da bambina ho avuto la fortuna di essere cresciuta con i miei nonni che vivevano nella porta accanto, era la mia seconda casa. C’era cosรฌ tanto che volevo sapere della sua vita e c’era cosรฌ tanta storia da raccontare. Una cosa che sapevo era che la vita di Nonno era stata dura fin dall’inizio: dall’etร  di 13 mesi รจ stato cresciuto dalle sue due sorelle e dal padre. Sua madre Leonilde Bonanni fu vittima dellโ€™Eccidio di Canneto. Il 10 dicembre 1920, undici operai, tra cui la madre di Nonno, furono uccisi mentre stavano manifestando per migliorare le loro condizioni di lavoro.

Nonno, suo padre e le sue sorelle sono cresciuti senza mai sapere cosa le fosse successo e dove lโ€™avessero seppellita. Allโ€™epoca non si parlava dellโ€™accaduto e la famiglia non ha mai avuto risposte. Nonno non ci ha mai parlato di quello che รจ accaduto a sua madre; non perchรฉ non volesse parlarne, ma perchรฉ non sapeva cosa fosse successo, non ne sapeva di piรน di quello che sappiamo noi oggi. Crescendo, lโ€™unica cosa di cui eravamo certi era che lei era morta quando lui era un bambino.

Qualche anno fa ho cominciato a fare domande e volevo saperne di piรน. Volevo sapere come fosse morta sua madre, volevo sapere dove fosse sepolta. Volevo tutto questo per mio nonno, credo che avesse il diritto di sapere.

รˆ qui che il mio viaggio ha avuto inizio: volevo la chiusura di questa storia per nostro nonno.

Fu una corsa per scoprire dove era sepolta la madre di mio Nonno, questa รจ una cosa che volevo dargli prima che morisse. Faceva male sapere che aveva vissuto i suoi 101 anni senza mai sapere dove fosse sepolta sua madre e io volevo cambiare questo.

Circa 2 anni fa, con l’aiuto di Google, mio marito ha trovato un articolo scritto da una giornalista italiana di nome Eleonora Festuccia, che raccontava la storia di quel giorno inimmaginabile. Ho contattato Eleonora ed eccomi qui oggi a raccontarvi la mia storia.

Il mio viaggio รจ iniziato contattando i cimiteri d’Italia nella speranza che uno di loro conservasse qualche documento di Leonilde. Arrivรฒ il giorno in cui il cimitero del Verano a Roma mi ha contattato e nel marzo di quest’anno abbiamo ottenuto la documentazione: Leonilde era effettivamente sepolta lรฌ.

Nonno finalmente veniva a sapere dove era sepolta sua madre dopo 101 anni; era incredulo, con gli occhi pieni di lacrime. Le sue parole sono state: “Dio puรฒ prendermi ora”.

Nonno รจ morto il 14 aprile di quest’anno. รˆ sempre stato in buona salute, nella sua vita รจ stato ricoverato in ospedale solo due volte! Ma dopo aver scoperto il luogo di riposo di sua madre ha finalmente avuto la sua chiusura della sua vita e ha potuto ricongiungersi con lei.

Credo che il fatto di sapere finalmente dove si trovasse sua madre gli abbia dato una chiusura: il suo lavoro era finito e poteva andare.

Luigi, nostro nonno, ha vissuto una vita piena, con 3 figli, 6 nipoti e 13 pronipoti. Ora si รจ riunito con la sua amorevole moglie Maria, suo figlio Domenico (mio padre), tragicamente scomparso nel febbraio 2019, e, infine, con sua madre Leonilde Bonanni.

Spero un giorno di poter viaggiare in Italia e visitare la cittร  in cui รจ cresciuto e il luogo di riposo di sua madre.

Quando ho letto il progetto “Strade di donne”, ho provato eccitazione e tristezza. Eccitata dal fatto che dopo 100 anni le vittime dellโ€™Eccidio di Canneto forse saranno ricordate per sempre, che i loro nomi non saranno mai dimenticati. E triste per mio nonno che non รจ qui con noi oggi per vedere il grande lavoro che viene fatto da cosรฌ tante belle persone. Sarebbe onorato di sapere che il nome di Leonilde Bonanni non sarร  mai dimenticato.

La nipote di Luigi โ€“ Michelle”

Thank you very much Michelle!

Una storia di ricostruzione che viene da lontano, dal lavoro di Eleonora Festuccia e dellโ€™Associazione Culturale “Francesco Sacco”.

in foto Luigi Carrioli con il ritratto dei suoi genitori.

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